domenica 1 dicembre 2013

Gianni Cerchia nuovo coordinatore provinciale






Alle 14,30 del 1° dicembre 2013 si è chiuso il 2° Congresso Provinciale di Sinistra Ecologia e Liberta della Federazione provinciale di Terra di Lavoro, dopo due giorni di dibattito e di confronto che hanno coinvolto tutta l’organizzazione, le altre forze democratiche e della sinistra, le associazioni e il movimento sindacale.
Alla fine, il Congresso ha approvato all’unanimità il documento politico ed ha rinnovato l’Assemblea Federale organismo dirigente del partito in provincia di Caserta.
L’Assemblea Federale casertana si è poi immediatamente riunita, alla presenza di Arturo Scotto, Segretario Regionale e Parlamentare di Sel - per eleggere il nuovo coordinatore provinciale.
E’ stato eletto all’unanimità Coordinatore provinciale Gianni Cerchia Intellettuale autentico della Sinistra meridionale e Docente di Storia Contemporanea - Università del Molise .
Nel suo intervento – Cerchia, nel salutare e ringraziare Pietro Di Sarno Coordinatore uscente, ha sottolineato la necessità – “che Sinistra Ecologia e Liberta divenga uno strumento per la ricomposizione della sinistra e del campo della coalizione di centrosinistra, a partire dai contenuti e da una chiara scelta di campo in favore del lavoro, del contrasto alla precarietà, ai poteri criminali”.
Con – prosegue il neo Coordinatore provinciale di Sel - una duplice ambizione “rimettere al centro dell’agenda politica il nodo del Mezzogiorno, come grande questione nazionale, opportunità e non un peso per il rilancio del Paese”.
Infine – conclude Cerchia – “la costruzione di una partito della sinistra, di cui SEL si fa parte promotrice, che sappia coniugare il rapporto con i movimenti con un’efficace presenza nelle istituzioni; una forza di governo, radicata nella cultura del socialismo europeo, contrapposta alle destre e alle politiche di rigore a senso unico”.
Il 2° Congresso Provinciale di Sel ha eletto le delegazioni casertane che parteciperanno ai Congressi Regionale e Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà che si svolgeranno nel prossimo mese di gennaio.
 articolo tratto da interno18

giovedì 7 novembre 2013

Bonifica discarica "La Selva" interrogazione parlamentare a firma SEL







Già in passato parte della località La Selva, nel comune di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, area sottoposta a vincolo idrogeologico e naturale, era stata destinata a discarica attraverso lo scavo di una fossa nel terreno priva di ogni rivestimento e di ogni misura igienica o di carattere precauzionale, discarica tale da occupare e ostruire il letto di due corsi d'acqua, Fosso Maltempo e il Fosso del Pazzo, entrambi tributari del rio Selva.
Tra il 1980 e il 1990 ben quattro relazioni geologiche hanno attestato che le rocce sottostanti la discarica sono formate da tufi e da detriti lavici in cui è presente un'alta permeabilità per fessurazione. Poiché i rifiuti vengono sversati nella vallata senza che vi siano sistemi di captazione del percolato né alcuna altra forma di protezione, il percolato filtra nelle acque sottostanti, le relazioni consigliavano di non alterare l'equilibrio naturale dei luoghi con sbancamenti e movimenti terra.
Nel 1985, durante lo scandalo dei fanghi del depuratore di Cuma, i consiglieri regionali eletti con la lista Campania Civica e Verde denunciarono che i fanghi tossici del depuratore venivano smaltiti nella discarica «La Selva», e che la discarica consisteva in una fossa scavata, in netta e palese violazione dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 915 del 1982.  
La società «AB&F», che gestiva la discarica in questione, è stata coinvolta in procedimenti penali legati alla questione dei fanghi provenienti dall'azienda «Alto Adige Service», al rinvenimento di fusti contenenti liquidi di natura imprecisata, allo scarico abusivo di liquidi con particolare riferimento a scoli industriali, al rinvenimento di fusti contenenti liquidi di natura tossico-nociva della «MORTEO-SOPREFIN» e per la denuncia sporta da Giovanni Martino, un contadino che aveva constatato l'inquinamento del ruscello da fanghi e schiume che non permettevano al bestiame di sua proprietà di abbeverarsi, come rinvenibile nella relazione dei carabinieri del NOE incaricati dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di effettuare un sopralluogo sulla discarica. 
Il pretore di Sessa impose all'epoca alla Usl 15 di effettuare apposite analisi dalle quali è emerso che nella discarica sono stati scaricati rifiuti tossici e nocivi.
 il primo processo si è celebrato solo cinque anni dopo, il 17 luglio 1990, e Buonamano è stato riconosciuto colpevole per l'imputazione e condannato a 4 mesi di reclusione, oltre a una multa di 1.600.000 lire. 
Dal rapporto del NOE, risalente al 17 marzo 1989, si legge che nella discarica sono state ammassate tonnellate indefinite di rifiuti di ogni genere provenienti da varie regioni italiane;   sempre nel rapporto del NOE si legge che gli organi preposti istituzionalmente al controllo, benché consapevoli dei reati connessi agli scarichi abusivi di cui ai procedimenti penali, non avevano effettuato i controlli per accertare che infiltrazioni di percolato potessero aver causato irreparabili danni ambientali e di sanità pubblica.  
 La discarica ha continuato la sua attività, con l'arrivo ogni notte di decine di tir con bolle di accompagnamento rivelatesi poi false, fino al 19 marzo 1992, quando il sindaco Capriglione ha ordinato la chiusura della discarica”.
Questo è quanto si legge in una parte della mozione discussa a Palazzo Montecitorio, nella seduta pubblica di lunedì scorso. L’atto di indirizzo è stato presentato da Gennaro Migliore e cofirmato da Titti Di Salvo, Francesco (detto Ciccio) Ferrara, Giancarlo Giordano, Serena Pellegrino, Ileana Piazzoni, Michele Ragosta, Arturo Scotto, Alessandro Zan e Filiberto Zaratti.
Sinistra, Ecologia e Libertà ha portato all’attenzione della Camera dei Deputati anche le due inchieste, condotte dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, relative ai presunti rifiuti nascosti sotto il manto stradale della SS. Appia ed alla centrale nucleare del Garigliano, che vedono coinvolto sempre il territorio aurunco.

Sulla delicata situazione ambientale in cui versa il Comune di Sessa Aurunca, si espresse anche l’onorevole Arturo Scotto, il 17 luglio scorso, con l’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando 
L’ex discarica ‘La Selva’ andò a fuoco il 2 settembre 2011. Un vasto incendio provocò la combustione dei manti in HDPE presenti nell’area e ricoprenti parte del terreno. Le fiamme interessarono, in alcune zone, anche i rifiuti sottostanti lo strato protettivo impermeabile. Un rogo, questo, che è rimasto bene impresso nei ricordi dei cittadini della zona per il forte odore acre emanato dal materiale plastico disciolto, che si avvertì nelle aree limitrofe al sito.
Soddisfatto si dichiara il coordinatore del circolo di Sinistra, Ecologia e Liberta ‘A. Vassallo’ di Sessa Aurunca, Domenico Palmieri, per la sinergia con i rappresentanti SEL in Parlamento. “La nostra battaglia, che sarà condotta sempre ai massimi livelli, continua e continuerà fino a quando questi problemi non giungeranno a soluzione”.
articolo tratto da: interno18

domenica 13 ottobre 2013

Interrogazione parlamentare per il ponte De Cicco






Comunicato stampa:

Il ponte de Cicco, principale porta d’ingresso alla nostra città, continua ad essere mattatore della scena politica aurunca, un incubo che occupa l’immaginario collettivo della nostra comunità da più di un anno"
"Doveva trattarsi di un’opera di manutenzione straordinaria e ammodernamento di questa infrastruttura:  si sta, di fatto, rivelando una vera e propria pagina buia (l’ennesima) di  questa Amministrazione. Sarebbe bastato ai nostri governanti vigilare perché l’opera di ristrutturazione, già concordata nel protocollo d’intesa firmato all’epoca dal Sindaco Di Meo e dal Presidente De Franciscis e integralmente finanziata con i fondi del ristoro nucleare allocati dal Cipe, vedesse la luce.  Ad oggi l’amara constatazione è che questi lavori hanno restituito alla cittadinanza un ponte dalla  precaria agibilità che, in caso di pioggia, si allaga, e diventa pericoloso per i cittadini che lo percorrono.

Sinistra Ecologia e Libertà ha sempre, a gran voce, richiamato alle loro responsabilità le figure istituzionali, tanto comunali quanto provinciali, affinché si scuotessero dal torpore e operassero per il bene di chi li ha delegati alla gestione della cosa pubblica. Abbiamo più volte sollecitato, in qualità di figure di (presunto) riferimento di questa comunità in seno all’Amministrazione provinciale, il consigliere Giuseppe Fusco e l’assessore Giuseppe Rocco all’istituzione di una commissione d’indagine provinciale che certificasse la conformità dei lavori al progetto originario. Richiesta che non ha scalfito minimamente l’imperturbabilità del magnifico duo. Rocco, all’epoca consigliere provinciale, si scomodò per tranquillizzare la popolazione, affermando che il tappetino stradale finale avrebbe assicurato le necessarie pendenze ed evitato gli allagamenti. Ancora oggi, di questa ciliegina sulla torta nemmeno l’ombra. Ci siamo addirittura spinti ad invitare il Sindaco a rivalersi in sede legale sulla Provincia (ente attuatore del progetto) per i disagi patiti dalla cittadinanza e causati dall’infinito protrarsi dei lavori; una mossa, la nostra, che ha denudato una volta di più i nostri due politici provinciali nella loro totale inutilità. Preso atto dell’assordante silenzio,in cui sono cadute le nostre istanze, Sinistra Ecologia e Libertà sta già predisponendo,di concerto con i suoi parlamentari di riferimento,un’interrogazione parlamentare che getti luce sulla faccenda.

A distanza di più di un anno, i lavori non sono ancora terminati e il ponte rischia di essere, nei prossimi mesi, vulnerabile al cospetto di un semplice acquazzone e di incrementare così il disagio di una già stanca collettività. Al cospetto di questo inglorioso scenario, SEL chiede ancora una volta che si entri nel merito della questione e si faccia chiarezza nel rispetto dei cittadini della nostra Sessa. A meno che il nostro assessore provinciale Giuseppe Rocco, con delega al turismo, non intenda fare di Sessa una città lagunare".

sabato 28 settembre 2013

comunicato stampa SEL: NO ALLE PLURICLASSI NELLA SCUOLA A SESSA

"No alle pluriclassi! No alla ghettizzazione dei ragazzi delle frazioni! No all’uso elettoralistico del diritto all’istruzione!" Interviene così il coordinatore cittadino del circolo di Sinistra, Ecologia e Libertà 'A. Vassallo' di Sessa Aurunca, Domenico Palmieri, che continua:
"La giunta Tommasino ha dato mandato ad un legale esterno – preventivando così almeno altri 2000 euro di spesa, o sarebbe meglio dire di “sperpero” del denaro pubblico – per fare ricorso al TAR della Campania contro la razionalizzazione dei plessi scolastici voluta dalla dirigente scolastica dell’istituto San Leone IX. Tale provvedimento è stato reso necessario, per altro, dalla volontà di garantire, nonostante l’esiguità dell’organico disponibile, l’apertura, sollecitata dalla stessa Amministrazione Comunale, di un plesso scolastico nella frazione di Santa Maria Valogno, la più disagiata del nostro Comune. Contestualmente si provvedeva, inoltre, alla soppressione del plesso di Rongolise, senza che tale decisione, condivisa ed apprezzata anche dai genitori degli alunni, suscitasse alcuna reazione da parte dell’Amministrazione. Vale la pena chiedersi: perché l’assessore Lorenzo Di Iorio vuole a tutti i costi costringere i pochi bambini di Corigliano in una pluriclasse, anziché consentire loro di studiare, a pochi chilometri di distanza da casa, in ambienti maggiormente attrezzati, coerenti ed idonei alle loro esigenze ed alle necessità del percorso scolastico che ognuno ha raggiunto ? Perché si spende danaro pubblico per contestare una legittima decisione senza curarsi dei mille problemi che affliggono le scuole primarie del nostro territorio ? Perché tanta attenzione per i bambini di Corigliano e, adottando per un secondo la stessa logica, non per quelli di Rongolise o di Santa Maria Valogno ? Bisogna chiarirlo in maniera netta e inequivocabile: le pluriclassi, che “assemblano” più alunni di anni e classi differenti in una sola aula, sono l’espressione di un modello educativo primitivo degno dell’Italia del dopoguerra, che applicato oggi può solo dare il senso della barbarie culturale di questa classe politica di centrodestra, piegata e prona agli interessi elettorali del ras di turno - in questo caso il despota della bella Corigliano Lorenzo Di Iorio - al quale non importa se i ragazzi della sua frazione crescono con minori opportunità formative rispetto ai loro coetanei di Sessa, o delle altre frazioni! Un’ultima domanda direttamente al Sindaco: vista l’aria che tira perché non ritira la delega alla Pubblica Istruzione all’ormai inutile assessore Calenzo e non la affida anche formalmente al facente funzioni Lorenzo Di Iorio ?